S.O.S. GIOVANI : L’EMERGENZA CONTINUA

S.O.S. GIOVANI : L’EMERGENZA CONTINUA

Il vero “tallone d’Achille” della ripresa economica in Italia è rappresentato da quell’ampia fetta di popolazione che, rispetto ai propri coetanei europei, non riesce ad inserirsi nel mondo del lavoro: i giovani, ed in particolare gli under 29.
Rispetto agli standard europei, infatti, la fascia di età 25-29 anni ha un tasso occupazionale più basso di ben 17 punti percentuali.
Un vero dramma per chi, dopo anni di sacrifici per ottenere una laurea o comunque una formazione adeguata, non riesce ad individuare uno sbocco che possa garantirgli di progettare serenamente il proprio futuro.

Le cause sono diverse e rappresentano le sfide che il Movimento proverà a fronteggiare nei prossimi mesi: basti pensare alla corruzione dilagante – spesso a discapito della meritocrazia – in al

cuni dei (pochi) posti messi a disposizione, ad una ripresa economica che è vera ed effettiva solo per le classi più agiate del paese (lasciando in penombra le famiglie che hanno subiti i danni più gravi della recente crisi), fino ad arrivare a politiche locali e nazionali inefficaci rispetto al problema de quo.

Senza un piano straordinario di inclusione sociale ed economica, per i giovani si presenta un’unica possibilità: fuggire all’estero.

Ed è proprio dal tema della “fuga”, infatti, che emerge il dato più allarmante: sono sempre di più gli under39 che abbandonano il nostro paese, con una perdita di capitale umano stimata dal CSC in un punto di PIL all’anno.
Si è passati dagli appena 21.000 emigrati del 2008 ai 51.000 del 2015. Un’ emergenza colossale, che riduce notevolmente il potenziale di sviluppo dell’intero sistema.

Ogni governo, di qualsiasi colore, dovrebbe esaminare scrupolosamente questi dati e provare a dare da subito risposte concrete. I toni entusiasmanti sugli annunci di questi giorni (stima crescita PIL dell’1,5% o l’aumento di posti di lavoro già precarizzati al massimo) sono in parte giustificabili, ma non sembrano prendere in seria considerazione il problema:
i giovani scappano, i paesini più piccoli stanno quasi scomparendo e chi si trasferisce in nazioni come Inghilterra, Svizzera o Germania difficilmente un giorno farà rientro in Italia.
Come Movimento Rete Democratica saremo pronti a fare la nostra parte: la meritocrazia e la formazione costante e specializzante sono punti essenziali del nostro programma e rappresentano la base di partenza per riprogrammare la politica occupazionale giovanile dei prossimi anni.